23 aprile 2008

Tumulto day

Atene non fa cagare come dicono tutti, quindi mi chiedo dove sono stati in vacanza quelli che lo dicono, forse non in Grecia come Daniele, che l'ha visitata insieme alla sua classe. Solo che non e' studente, ma professore.

Il vantaggio innegabile e' che puoi inventare balle clamorose illudendo i tuoi studenti che la battaglia delle Termopili si e' svolta proprio qui e che se i musei sono chiusi non e' colpa tua. Lo svantaggio e' il senso di responsabilita'.
Un senso di responsabilita' paragonabile al mio, e che sorge quando mi rendo conto che il software non taglia le puntate. Tanto vale ascoltarci in streaming.

Ma si, andateci in Grecia, andate a vedere Delphi, Meteora, la Tessaglia e tutto il resto, ma sappiate che van via due giorni di viaggio e rischiate anche di trovare il freddo sulle montagne, perche' non ci son solo le coste.

Se non mi passa il raffreddore mi sa che non potro' mai piu' parlare. Non che abbia qualcosa da dire.

04 aprile 2008

Pero' sanno i congiuntivi

Ospiti inusuali e chiassose ai limiti del fastidio, Marlies e Roxanne non hanno potuto fare a meno di raccontarci un sacco di aneddoti piu' o meno divertenti sulla loro esperienza di erasmus belghe a Trieste. E' una storia che fa ridere, fa ridere soprattutto chi la racconta e di riflesso chi la ascolta; e' una storia di gente giovane che finisce in una citta' vecchia e cerca di imparare la lingua ma l'annuncio del prossimo treno in partenza e' un ostacolo insormontabile. E' anche una storia di convivenze felici, poche pulizie (perche' non e' sempre domenica) e una oggettiva incapacita' di cucinare.

E' una storia che, come tutte le storie non raccontate in dipartimento di fisica, insegna qualcosa, cioe' che se in italia hai un nome buffo forse e' meglio che tu eviti di andare in Belgio perche' e' probabile che quel nome diventi un insulto. Non insegna nulla sul Miawkes, ma solo per mancanza di tempo, e comunque quello che c'era da dire e' gia' stato detto qui. Per quanto riguarda il futuro nessuno puo' dire che accadra', l'unica cosa certa e' che si fa la festa del primo Maggio e voi ci dovete essere.

10 marzo 2008

Un mese senza doccia

La Valle della Morte è una valle piena di mistero. Alcuni di questi ce li racconta Iacopo che ha visitato la Death Valley nell'ambito del suo Dottorato di Ricerca e quindi si tecnicamente si trovava lì per lavoro (ma poi il dottorando è un lavoratore? chissà). Si tratta di misteri insondabili per la mente umana: come puoi non lavarti per un mese? come puoi farlo se sei una ragazza? Come puoi sapere se stai sfuggendo da un serpente a sonagli o gli stai correndo incontro? Hai bisogno di un libro di fronte ad uno spettacolo come questo?

Per la serie: "Non leggeremo, guarderemo!"

Quanto costa al chilo la valle? Perché non si chiama Valle della Piacevole Serenità? Perché il supermercato più vicino è distante come Milano da qui?

Ma soprattutto, come fanno questi sassi a muoversi da soli? Cosa li spinge a farlo? Cosa ci trovano nel loro lento, inutile e infruttuoso peregrinare? Cosa c'è dietro? Spingitori di sassi? Forse i ranger stessi? E chi spinge i ranger?

Mentre la teoria di un oscuro complotto volto a rivoluzionare l'assetto idrogeologico della valle comincia a farsi strada nella mia mente penso che forse invece di passare le giornate inutilmente potrei andare cercare fortuna nel deserto, ad esempio come parcheggiatore.

L'unico problema è che lì il glicine non fiorisce.

03 marzo 2008

Come boy-scouts

Che differenze ci sono tra Belluno e l'Islanda? Apparentemente nessuna, solo che l'Islanda è un po' più a nord.
Le altre sottili e introvabili differenze ce le ha raccontate Paolo, che ha viggiato lì tanti ma tanti anni fa però ha ancora la menoria fresca e ci ha potuto aggiungere parecchi dettagli a quello di cui ci aveva parlato Wamboo a Novembre.

Certo, il succo è sempre quello: tutto costa troppo, le strade sono quello che sono e il cibo è un po' come te lo aspetti (e se sei vegetariano puoi anche non aspettarti niente). Però chi se ne frega? Mica ci vai a vivere, quindi goditi i geyser, i ghiacciai, i fiordi, le colate di lava, il crepuscolo continuo. Ci va per vedere il niente e ascoltare il silenzio, anche se io non so come si faccia. Forse perché non ci sono mai stato e chissà quando mai ci andrò.

E le pulcinelle di mare? Tranquilli, sono sempr lì.

28 gennaio 2008

Autentici Antartici Autarchici

Nessun luogo è lontano, dice sempre qualcuno. L'Antartide forse si.
E se non è lontano è sicuramente freddo, secco, ventoso, isolato e desolante, insomma fa per me; però non ci sono andato io ma Filomena, che è già stata ospite di Uscita di Emergenza per raccontare il suo viaggio a Gucha e si è trovata così bene che ha deciso di tornare anche a raccontarci della sua spedizione come ricercatrice dell'OGS sull'Isola di Re Giorgio, vicino alla Penisola Antartica.
C'è molta vita da quelle parti, pinguini soprattutto, che tirano avanti come possono mentre gli scienziati se la spassano all'interno delle stazioni di ricerca.

Se hai una famiglia (magari con cane), perché vuoi portarla con te in Antartide? Per crudeltà forse.
Se sei abituato ad una dieta ragionevole, perché vuoi iniziare a nutrirti di licheni? Per crudeltà forse.
Se hai del legno, perché lo usi per costruire una chiesa? Per crudeltà forse.
Se hai una radio, perché non ascolti RadioFragola? Sempre per crudeltà, credo.

Il ghiaccio si scioglie, gli aerei cadono, le ricerche non danno risultati. Sarà sempre così? Speriamo di no. Forse il glicine della radio ci indicherà la risposta.

22 gennaio 2008

L'ennesima Trieste dell'est

Piove. Molto bene, ma non c'è bora e comunque voi la bora quella vera non l'avete mai provata, come nessuno ha mai provato il vero freddo di Budapest, o quantomeno è su questa consapevolezza che ci basiamo per chiacchierare con Adriano della sua permanenza in Ungheria.
Ovviamente i luoghi comuni sono numerosi e diversificati: il Balaton è una pozzanghera, gli Ungheresi sono gente triste, le città mitteleuropee sono un po' tutte uguali, l'ungherese non è una lingua inoeuropea; peccato che sia la pura e semplice verità.

Se vi siete stancati del tramonto sul mare dal molo audace con relative foto forse potete godervi un tramonto sul Danubio e non tornare mai più qui oppure potete andare comunque in Ungheria e scoprire che l'italiano è la terza lingua più conosciuta nel paese, il che dovrebbe suggerirvi che magari parlare in italiano all'estero non necessariamente è un'idea geniale.

Vabbè, bagni termali, agriturismi, persone, fontane... ma il problema vero rimane: è più bello lo Sziget festival o il Primo Maggio di RadioFragola? Non è mai troppo presto per cominciare a pensarci.

15 gennaio 2008

Più che un viaggio, una fuga

La pausa natalizia/mitralica è stata ovviamente meritatissima e il fatto che sia stata prolungata così tanto a causa di malanni e influenze è un dato di poco conto perché ora siamo di nuovo in piena e ricominciamo alla grande con Arianna e il suo viaggio in Irlanda.
Si tratta di un viaggio che ha un preciso obiettivo: distrarre l'amica ninfomane conducendola in luoghi di incontestabile ruralità lontano da punti di aggregazione sociale: in un viaggio lungo la costa settentrionale della terza isola più grande d'Europa da Dublino a Galway di posti del genere ce n'è parecchi, il che consente anche di fare lunghe chiacchierate con le pecore o rinfrancanti corse tra i mufloni (voi non ne sentite la mancanza?).
In questa puntata parliamo, ahime, di gente di dubbia moralità, autostop avventati, filoberlusconiani da pub e grintosi scioperi della fame, ma poi ci riscattiamo commemorando un po' a caso militanti dell'IRA e generiche vittime degli scontri di Belfast: forse non sappiamo neppure di che parliamo ma ghe crediamo abbastanza, il che non è da buttar via di questi tempi.

Il 2008, come sicuramente già sapete è l'anno mondiale della patata, un'opportunità per tutti insomma, soprattutto per gli Irlandesi, che di patate ci vivono e hanno creato ricette geniali come il purè con contorno di patate crude. Provatelo e poi raccontatemelo, io preferisco le patate al forno.

Passate una buona settimana e scaricatevi la puntata quando la caricherò, per il momento ecco la tracklist.

Cranberries Zombie
Damien Rice The Blower's Daughter
U2 Sunday Bloody Sunday
Aphex Twin To Cure a Weakening Child
Burial Archangel

05 dicembre 2007

Beh, abbastanza polleggiato

Ancora Valencia? Si', ancora Valencia, e credo non sara' l'ultima volta. Ad ogni modo si impara sempre qualcosa, anche se parliamo degli stessi posti: ad esempio Lorenzo ci insegna che in citta' tutto e' molto polleggiato e speriamo che la prossima volta qualcun'altro ci spieghi cosa significa.
Si parla di feste, mare, regate e ancora feste, di un po' di mare e di altre feste. Forse non e' il posto che fa per me, ma UdE si permette di consigliarlo vivamente a tutti voi per le vacanze.

Che succede se manca Max? Formalmente tiriamo avanti come se nulla fosse, nella pratica scopriamo che la sua presenta e' piu' che indispensabile. Il problema piu' grosso e' sempre il telefono e io comincio a pensare che la mia avversione alla comunicazione telefonica stia essenzialmente portando moltissima sfiga al programma.

27 novembre 2007

L'impala-tori

Grazie al racconto di Enzo, questa settimana abbiamo imparato che la Transilvania non è solo la terra di Dracula, indipendentemente dalla possibilità di trovare o meno i suoi souvenir presso il relativo castello: ci sono cantieri che spuntano un po' ovunque, montagne stupende e gente amichevole. Le strade forse non sono un massimo, però rimanere fermi in coda per un paio d'ore è comunque un buon modo per imparare utili espressioni gergali e tecniche di sopravvivenza stradale.
E' vero che la lingua rumena è facilmente comprensibile da un'italiano? No, ma che importa? Tanto se ci fosse qualcosa da dire lo si direbbe comunque.
Perché c'è ostilità sotterranea nei confronti dei rumeni e non, ad esempio, dei bulgari o dei sarmati? UdE vi invita a smetterla di seguire i vostri pregiudizi e sostiene la bontà dei postgiudizi.

Non abbiamo ancora imparato ad usare il telefono a quanto pare, ma se voi amate fare scherzi telefonici per salutare l'ospite continuate pure ma, mi raccomando, non fatevi sgamare.

23 novembre 2007

La rosticceria del bosco

Se dovete andare in Germania andateci in autostop, o creandovi una rete di amicizie tra i camionisti come ha fatto Francesco, oppure grazie a questo sito, con la certezza che avete scelto il modo migliore per muovervi e conoscere gente peculiare.
Ma soprattutto l'autostop vi pone di fronte ai grandi dilemmi morali mai risolti: in quali circostanze e per chi siete disposti a rinunciare al vegetarianesimo? E' giusto non avere scrupoli nei confronti del camionista di turno ed abbandonarlo non appena se ne presenta uno con migliori garanzie? Chi decide cosa è un cibo ragionevole e cosa non lo è? Perché dopo tanto tempo non abbiamo ancora imparato a usare il telefono? Sarà vero che quando hai la febbre non devi uscire di casa o è solo un'interferenza nella grinta?

Mi dispiace che le domande continuino a superare in numero le risposte, ma non ce nulla da fare.

13 novembre 2007

Sembrano pinguini ma...

Puntata internazionale e poliglotta: si parlano varie lingue e se ne citano molte altre cercando di far capire a tutti quanto sia bella l'Islanda.
Wamboo l'ha visitata in estate, e non potrebbe essere altrimenti visto che in inverno il suolo è congelato e diventa difficile percorrere il lungo anello che collega le città dell'isola.
Nessun nome di citta' islandese e' pronunciabile, tranne Reykjavík quindi ci limitiamo a parlarne in maniera vaga, senza mai spiegare bene dove ci troviamo confidando sul fatto che nessuno ci fara' mai caso. Comunque questo e' irrilevante perche' quello che conta sull'isola di ghiaccio e' appunto il ghiaccio, che si manifesta nelle forme del terzo ghiacciaio piu' grande del mondo, e poi la sua controparte calda cioe' geyser e vulcani.
Perche' non si prende il sole sulle spiagge di lava? Perche' e' banale e tutti cercano le spiagge di sabbia.
Perche' in albergo si trovano sempre le stesse persone? Perche' il percorso e' banale e tutti seguono la stessa strada.
Perche' tutto costa cosi' tanto? Perche' gli stipendi li' non sono banali.
Perche' le pulcinelle di mare si chiamano cosi'? Perche' la tassonomia non va banalizzata.

Queste sono domande che hanno una risposta. Quelle piu' importanti ancora non ce l'hanno, che si possano trovare scaricando la puntata?

05 novembre 2007

Segni e segnali

Marco racconta il Peru in una puntata ricca di segni e illuminazioni che non rivelano solo informazioni utili per il viaggio ma mi indirizzano anche per la vita.
Fare un viaggio in cui ogni tappa ti insegna qualcosa è decisamente meglio che rimanere chiusi per sbaglio in sala riunioni, anche se quello che impari è che il posto che stai visitando è pericolosissimo e poverissimo.
Quando la criminalità locale ti deruba di tutto, guida turistica compresa, ma ti lascia la carta di credito, quando qualche mese dopo che hai lasciato un paese questo viene distrutto da un terremoto, quando questa catastrofe coincide temporalmente con il mio arrivo sul continente americano, quando è la polizia che ti aiuta a chiamare i taxi, quando le telefonate da casa sono più autoreferenziali dei saluti finali, allora capisci che i segni della fine imminente sono prossimi.
A parte tutto, andate in Peru e rimaneteci un mese, una settimana e un giorno, ma state attenti, mi raccomando!

Nessuno sa se in futuro le puntate saranno scaricabili. Nessuno sa se in futuro ci saranno delle puntate. Nessuno sa se ci sarà una radio.

30 ottobre 2007

In ritardo su tutto

Ormai è tardi, su questo non c'è dubbio.
Sono in ritardo sulla puntata della scorsa settimana, ma non si vive di sola radio, quindi sono certo che avrete trovato qualcos'altro da fare invece di leggere il post.
Però prima o poi bisogna rimediare, quindi in un solo post va racchiuso il Dodecaneso (e non il più triste dodecanesimo) di Las e il Ladakh di Speo: due viaggi accomunati da niente, se non dal fatto che li vorrei fare anch'io.

Viaggi di maturità, viaggi di laurea, viaggi per mare e per terra, viaggi in cui ti perdi e viaggi in cui ti ritrovi. In viaggio si impara sempre qualcosa, ma in genere non la lingua del posto, che sia il greco moderno, l'urdu o qualche remoto dialetto tibetano; si impara a cercare ospitalità e a fare i ravioli, si scopre che non tutte le meduse vengono per pungere e che a volte i vulcani attivi non lo sono affatto.

A volte si trovano conferme: Atene fa realmente cagare e l'Himalaya è veramente stupendo (nonché alto) a volte si rimane sconcertati da come il mondo possa essere così diverso da come ce lo si aspettava.
I viaggi si confondono tra loro e non riesco più a capire nulla, e mescolo le foto dei due viaggi, quindi decido che è meglio riascoltarsi le registrazioni delle puntate, almeno finché le puntate ci sono.


Non chiedetevi cosa la radio può ancora fare per voi, né cosa voi potete fare per lei, perché la risposta non c'è. Interrogatevi su altro, ma non cercate la risposta su internet, non la trovereste molto facilmente.

15 ottobre 2007

Ma il sellino me lo porto via

Nella settimana della Barcolana evitiamo di sovraccaricarvi di termini marinareschi e racconti di speronamenti, preferendo un viaggio a terra, lungo le coste di Spagna e Francia fatto in intermodalità, ovvero sfruttando la combinazione treno+bicicletta.
Che il modo migliore per viaggiare fosse la bici lo sapevamo tutti, o quantomeno tutti quelli non ancorati a qualche residua mentalità fossile; che fosse anche un mezzo idoneo ad un viaggio di nozze è una interessante novità, anche se non di immediata utilità per il sottoscritto.
Davide e Paola, ovvero Davidaola, sono i protagonisti di questa avventura in bilico tra sport e romanticismo, tra atletismo e poesia che si coniugano perfettamente in un susseguirsi di tappe ciclistiche e contemplazioni del paesaggio: mare, montagne, rocce, cielo e distese sconfinate di lavanda provenzale.
Tali distese nella realtà non esistono, sono solo una finzione scenica sapientemente creata per attirare i turisti, ma non è il caso di andare troppo per il sottile, perché ci si può consolare visitando Grasse, città famosa per la produzione di profumi, ricordando però che se il profumo è troppo puzza. E poi Nizza, Marsiglia, Barcellona tra musei, spettacoli all'aperto, concerti...
L'importante è non dimenticarsi che è un viaggio di piacere e ricordarsi di prenotare gli alberghi, ma tanto via internet è tutto più facile, anche dire di no ad albergatori poco amichevoli con i ciclisti.
Si è detto in trasmissione che pedalare stimola un miglior funzionamento di spirito e corpo, io per esperienza diretta avrei qualcosa da ridire. Che sia colpa mia, o del sellino troppo duro?

09 ottobre 2007

Diciotto volte al giorno...

Questa settimana tentiamo di raggiungere Guča in compagnia di Filomena, Silvia e Gianpiero che lungo strade differenti si sono dirette verso il paese che ospita ormai da 47 anni il festival trombettistico più importante d'Europa, riuscendoci nonostante danni meccanici e incidenti di ogni tipo.
Sì, ok, ma una volta lì? A quel punto viene il meglio perché per tre giorni (o cinque (o sette)) avviene l'immersione totale nella musica balcanica senza alcuna possibilità di fuga. Le competizioni delle orchestre sono il centro della manifestazione, ma anche la colonna sonora di eventi paralleli, come il ricongiungimento con un amico che non avrebbe dovuto trovarsi lì o la ricerca del personaggio meno convenzionale presente in loco. Vince l'uomo ricoperto di carta igienica, e io non posso fare a meno di immaginarmelo mentre passeggia lungo le rive attaccato dai gabbiani.
Forse negli anni la festa si è un po' commercializzata, e i prezzi puntano a diventare a misura di turista, ma per ora l'atmosfera non è cambiata e gli elementi essenziali rimangono sempre la genuinità e l'ospitalità; però dimenticatevi l'alternativa vegetariana, o meglio rifugiatevi nel burek al formaggio.

Nessun luogo è lontano, se hai i mezzi adatti per raggiungerlo. Se invece ti affidi al caso può accadere qualunque cosa: Ionesco insegna che l'acqua (con relativi pesci) può prendere fuoco, ma i nostri ospiti ci hanno stupiti raccontandoci che anche gli autobus possono andare incontro allo stesso destino.

Chi ha vinto il festival? Non lo so, ma non importa, perché la domanda è sbagliata.

Rogue Wave - Love's Lost Guarantee
Forward Russia! - Twelve
Goran Bregovic - 100 Lat Mlodej Parze
Clap Your Hand Say Yeah - Is This Love
Goran Bregovic - Kalasnikov


02 ottobre 2007

Un fisico da lanciatore di cipolle


Anche se l'estate è finita e il comprensorio di San Giovanni comincia a tingersi con i colori dell'autunno, parlare di viaggi ci consente di continuare a sognare e ricordare le vacanze, magari in barca a vela.
Giambo e Cima, parlando più che forbitamente, narrano le loro gesta di apprendisti marinai tra Dubrovnik e Corfu, in un crescendo di incidenti che va dal fallout incendiario al dannegiamento del motore, passando per il mal di mare, attraverso un susseguirsi di incontri, principalmente con la componente femminile della popolazione locale.
Si fa presto a dire che le spiagge sono bellissime e così via, solo che stavolta è vero, ma è vero anche che uscendo dai percorsi tracciati rischiate delle sorprese esplosive, non che questo vi debba disincentivare dalla visita di luuoghi come Kotor, gioiello architettonico affacciato su un fiordo. Va bene, non è un fiordo, perché è di origine fluviale e non glaciale, però ci assomiglia.
Perché siamo qui a rovinarci la vista di fronte allo schermo di un pc invece di rilassarci in questa spiaggia della costa albanese? Nessuno forse si è ancora posto adeguatamente il problema, che invece è rilevante.
Voi pensateci su, aspettate la registrazione della puntata, cominciate a programmare la prossima vacanza e riprendete a commentare i blog, soprattutto questo.

Gogol Bordello- Star Wearing Purple
Beck- Lazy Flies
Forward Russia! - Twelve
The Decemberists- We Both Go Down Together
The Clientele - Since K Got over Me
Damien Rice - The Blower's Daughter


27 settembre 2007

Ma non è l'Algarve

La nuova stagione di Uscita di Emergenza non poteva iniziare con migliori presupposti. Nuovo orario, nuovo coconduttore, nuove rubriche, nuove emergenze più o meno gestibili e un ospite di riguardo: il nostro amato direttore, un maestro per tutti.

Il tema della puntata è inaspettatamente Lisbona che, come tutte le città del mondo ricorda necessariamente Trieste: vento, mare, strade in salita... con la differenza che lì l'Expo c'è stata sul serio, per celebrare le esplorazioni e le conquiste dei navigatori portoghesi.
Alessandro ci accompagna tra i quartieri più belli della città, lungo i ponti e nei locali del Bairro Alto per concudere con la fredda delusione del Parco delle Nazioni. Il racconto è preciso e puntuale e io fantastico di essere in Portogallo invece di fare attenzione ai dettagli. Ma finalmente imparo che i portoghesi non guidano male,o almeno non peggio di me.

La puntata è ricca anche di contributi esterni per puntualizzare errori e imprecisioni che non fanno altro che accumularsi nonostante il nostro sconfinato amore per l'esattezza.

Su quanti colli è stata costruita Roma? E Pola? Come vanno contati? Vale la pena saperlo?

La registrazione della puntata è stata affidata ad un affidabile server automatico, ma il file ancora non c'è. Forse dovrò assumere un main recorder.

02 agosto 2007

Una pausa di riflessione

Uscita di Emergenza va in vacanza.
Ma non il suo inossidabile team, infatti siamo tutti al lavoro per scremare nella lista degli ospiti che vorrebbero raccontare il loro viaggio e per creare un programma ancora più bello.
Nel frattempo cerchiamo di capire cosa significa viaggiare, e per farlo partiamo e andiamo a visitare i quattro angoli del globo raccogliendo impressioni, suggestioni, sardoni e soprattutto cazzeggiando come non mai.

Io faccio un salto in America, e ve la racconto qui. Con la trasmissione ci sentiamo a Settembre. Spero.

Ma non siamo in vacanza. Assolutamente no. Non ce lo possiamo permettere.

31 luglio 2007

Discrasia è la mia parola preferita


Per capire il proprio viaggio e per raccontarlo agli altri non basta viaggiare, bisogna anche possedere le categorie mentali appropriate e le fondamentali competenze espressive. Insomma per raccontare come si deve Copenaghen bisogna avere in studio Francesco, probabilmente uno dei fan più affezionati della trasmissione e dei suoi conduttori, che vedete qui ritratto in una delle sue espressioni più intelligenti.
Questa volta non aspettatevi il solito intrattenimento a base di "Come si mangia?" o "Come sono le ragazze?" perché gli argomenti toccati hanno tutto un altro spessore. Si parla innanzitutto del rapporto tra sistema educativo danese, politica familiare e weltanschauung perché la socialdemocrazia è bella (soprattutto agli occhi di chi non ce l'ha) ma a volte lascia un po' perplessi. Si discorre anche di diritti umani, ricordando che in Danimarca già dal lontano 1989 esistono le unioni civili per le coppie omosessuali e che comunque si respira un'aria meno appesantita da pregiudizi o istituzioni medioevali.
Gente ordinata i danesi, magari anche riservati finché non bevono, e pure inflessibili quando sono alla guida di una bici, a differenza del sottoscritto; però è meglio non farli arrabbiare perché quello che è successo a Marzo nelle strade di Copenaghen è stata guerriglia urbana in piena regola.

Discorsi impegnativi, ma visto che vi piace sentirvi dire le solite cose sappiate che in Danimarca la situazione gastronomica non è delle migliori e si basa sul colorante nero insapore, quanto alle ragazze, queste ovviamente sono molto belle ma se la morosa è in studio che ti ascolta non lo puoi dire.
Se invece volete sapere come si organizza un blocco stradale in piena regola, vi siete sempre chiesti come resistere alla pressione delle forze del male e temete di non essere una forza produttiva per il paese, allora vi conviene scaricare la puntata e ascoltarvi il racconto-fiume di Francesco


Q and not U So many Animals Calls
Metric Dead Disco
The Cure Close to Me
The Raveonettes Love in the Trashcan

24 luglio 2007

Amore per l'asfalto, la vita e tutto il resto

Cima a pezziQuando il viaggio è lo stesso, il racconto deve necessariamente ripetersi? Falso, e se succede è solo perché manca la fantasia.
Anche oggi si è parlato di Pola ma rispetto all'altra volta le differenze sono cospicue (nel senso che non sono esigue): Cima è presente e può fornire il suo punto di vista sulla vicenda, la puntata viene registrata, il pubblico partecipa con critiche e sardoni.
La storia la conoscete: due imbecilli e le loro biciclette in giro per l'Istria, tra incidenti di percorso, incontri, esperienze surreali e rabdomanzia urbana. Ma come possiamo noi spiegarvi il viaggio se noi stessi non abbiamo capito cosa succedeva e confondiamo realtà e sogno, coni e bastoncelli, amore e grinta, ironia e serietà, destrezza e fortuna? Come possiamo dare organicità ad un flusso indistinto di ricordi? Non possiamo e non vogliamo.Mene, Cima, Moris
Però, come diceva il filosofo, bisogna avere il caos in corpo per generare una nuova stella danzante (come Billy Ballo), quindi noi continuiamo per la nostra strada e se non siete riusciti a seguire la puntata è solo colpa vostra.

Non posso comunque esimermi dal darvi dei saggi consigli. Portate la mamma ai concerti, l'occasione vi aiuterà a socializzare con lei. Imparate a riparare le bici, le vostre e quelle degli amici, almeno sarete utili a qualcosa. Disimparate a leggere l'ora, non vi serve. Non cercate la vita notturna perfetta, è sempre nella città più lontana e non la raggiungerete mai. Non cercate l'amore in radio, troverete solo microfoni e cavi mutilati.

Non avete capito nulla? Fatevi aiutare dal video della partenza e dalla registrazione della puntata.
Forse oggi ho esagerato ma mettetevi nei miei panni: ho appena scoperto che il glicine di RadioFragola è rifiorito...



Ani di Franco Little Plastic Castle
Jennifer Gentle I Do Dream You
Arctic Monkeys A Certain Romance
Babyshamble La Belle et la Bete
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